I poemi epici delle Dolomiti

18,00

Un poema epico è un componimento letterario che narra le gesta, storiche o leggendarie, di un eroe o di un popolo, mediante le quali si conservava e tramandava la memoria e l’identità di una civiltà.

I poemi epici delle Dolomiti, narrati da trovatori ed aedi fino dal Medioevo, narrano la storia travagliata della Terra delle Montagne, e la articolano in un passato lontano.

Il primo poema tratta del favoloso Regno dei Fanes, dei suoi eroi e soprattutto della sua eroina, Dolasilla. Si tratta di un antico matriarcato che decade e svanisce nella speranza che questo regno ritorni dove una volta era.

Il secondo narra di un re di miniere favolose, Laurino, il signore del più bel giardino del mondo, il Giardino delle rose, il Rosengarten e della venuta degli stranieri che calpestano le rose, distruggono il giardino e con il giardino le antiche usanze e tradizioni.

Presentiamo questi due poemi come citato nelle antiche fonti e non solo: si è andati a ritroso a fonti che vanno dal XII al XVIII secolo.

OPERA EPICA CHE RIMARRÀ NELLA STORIA

– ISBN: 978-88-342-0093-3

– Formato 16,5×24

– Brossura cucita con alette

– Illustrato con 13 tavole a colori

– Pagine 160

– Prezzo € 18,00

Descrizione

Le leggende delle Dolomiti sono al tempo stesso memoria di antichissimi passaggi di storia, stupore di fronte alle bellezze indicibili di montagne capaci di addolcirsi in colori tenui e di arroccarsi nella fatica quotidiana, racconti di poesia.

Si passa dalle ideologie romantiche dell’Ottocento, alle interpretazioni psicologiche-panteistiche del Novecento. Da un lato gnomi e tesori nascosti, dall’altro aguane, selvane, bregostane, streghe, regine guerriere.

Due sono i poemi epici che descrivono questo mondo .

Il più antico, quello del mondo delle origini è Il Regno dei Fanes.

Nelle valli ladine ancora oggi si racconta che in questi luoghi vivevano i Fanes e la loro città, Conturines.

“Al centro stava la Regina, nella prima cerchia i custodi del tempo promesso, nella seconda gli artefici di tutte le arti, nella terza, uniti, ma non mescolati, i rappresentanti le sette stirpi. Li univano i canali del sapere”. Ora questi Fanes, effimeri, quasi trasparenti, sono scomparsi e le loro tracce rimangono solo nel racconto.

Il secondo poema è quello di Re Laurino, databile al XIII secolo.

Il poema di Laurino, ben noto alle corti medioevali è, in fondo, una delle storie fondanti della Terra delle Montagne, conquistata dall’invasore Teodorico.

Lo scontro di Laurino, il signore del Giardino delle Rose, con Teodorico è lo scontro di un mondo leggendario che muore, o comunque che deve venire a patti col nuovo.

Le figure che emergono sono quelle di Laurino in tutta la sua maestà e quella di Crimilde che fa transitare la storia di un sopruso e di una violenza in un racconto magico e leggendario.

Informazioni aggiuntive

Dimensioni 16.5 × 24 cm

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