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L’universo di Stalin e del partito comunista

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L’ideologia comunista si confronta con la cosmologia: in prospettiva marxista, la materia è infinita ed eterna.

Affermando un inizio dell’Universo, la cosmologia occidentale (Big Bang) presenta una concezione pseudoscientifica, frutto dell’alleanza fra borghesia e religione in chiave anticomunista.

L’astronomia marxista, l’unica in grado di interpretare correttamente i dati astrofisici perché forte della filosofia del materialismo dialettico, si oppone alla cosmologia borghese.

Il Partito e l’elite politica staliniana impongono agli scienziati la corretta linea ideologica da seguire nelle scienze, astronomia compresa, combattendo ogni forma di dissenso interno.

Dopo Stalin la discussione cosmologica diviene più libera, ma pur sempre conforme ai fondamentali del materialismo dialettico, eternità della materia in primo luogo.

COD: ISBN: 978-88-342-0079-7 Categorie: , Tag: , , , ,

Descrizione

Secondo la teoria del Big bang l’Universo ebbe inizio 14 miliardi di anni fa a partire da un’esplosione catastrofica. Gradualmente elaborata dalla fine degli anni Venti in poi, la teoria dovette confrontarsi non soltanto con diverse alternative scientifiche, bensì anche con forti ideologie politiche. Una fu quella comunista sovietica, guidata, nella conoscenza della natura, dalla filosofia del materialismo dialettico. Sotto Stalin l’elite politica impose severe direttive ideologiche alla comunità scientifica, generando l’opposizione fra la scienza materialista, ritenuta autentica espressione dei valori del marxismo, e quella occidentale, spregiativamente definita idealista. La controversia si manifestò anche in cosmologia, scienza per sua natura sensibile agli interrogativi di fondo sulla realtà. Il Partito Comunista impose agli astronomi sovietici il modello di un Universo eterno e infinito, nonché la necessità di interpretare marxisticamente i dati. La teoria del Big Bang, sostenitrice di un inizio dell’Universo, fu stigmatizzata come pseudoscienza, frutto dell’alleanza occidentale fra borghesia e religione in chiave anticomunista. La repressione del dissenso attuata da Stalin, culminata negli anni Trenta ma proseguita fino al 1953, colpì duramente anche gli astronomi, con arresti e fucilazioni. Dopo il 1945, nel clima della Guerra Fredda l’opposizione sovietica alla cosmologia occidentale fu presentata come una forma di resistenza all’imperialismo. Con l’inizio della destalinizzazione (1956), ma sempre nel rispetto dei fondamentali dell’ideologia materialista, l’astronomia sovietica intraprese un nuovo confronto con la cosmologia occidentale, mettendosi al passo, specialmente nell’èra della Corsa allo Spazio, delle più moderne ricerche del settore e contribuendo in maniera sostanziale al suo sviluppo teorico.

L’autore:

Mauro Stenico, nato a Trento nel 1983, laureato in Filosofia e Linguaggi della Modernità, si è specializzato in Comunicazione politica con un Dottorato di Ricerca Internazionale conseguito fra le Università di Trento e Francoforte sul Meno. Fulcri d’interesse delle sue ricerche sono la storia dell’astronomia, la filosofia della cosmologia e la filosofia teoretica. Fra le sue pubblicazioni più recenti compaiono La ragionevole creazione: cosmologia moderna, ideologie del XX secolo e religione (Trento 2015), La meraviglia cosmica: saggezza divina e natura celeste (Chieti 2016), Dall’archè al Big Bang: Georges Edouard Lemaître e la grande narrazione cosmica (Trento 2017), e la prima traduzione integrale dell’opera di Georges Lemaître L’hypothèse de l’atome primitif (L’ipotesi dell’atomo primitivo. Trento, 2019).

Mauro Stenico – L’universo di Stalin e del partito comunista – la cosmologia moderna in prospettiva sovietica – Formato 14×21 – Pagine 496, Confezione: Brossura cucita con alette.

 

Informazioni aggiuntive

Dimensioni 21 × 14 cm